FORESTALEGiuseppe Gravante Patron di Foreste Molisane è stato arrestato dal Corpo forestale per estorsione e smaltimento illecito di rifiuti

Il Corpo Forestale ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli domiciliari, emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere, a carico dell’ imprenditore Giuseppe Gravante, 75 anni, patron di “Foreste Molisane”. E’ accusato di vari reati tra cui estorsione e smaltimento illecito di rifiuti, per aver costretto sotto minaccia di licenziamento i dipendenti a sversare rifiuti zootecnici nel Volturno e a sotterrare altro tipo di rifiuti nei terreni della propria azienda agricola.

Dal 1994 a qualche mese fa Giuseppe Gravante avrebbe costretto i lavoratori a sversare nel Volturno gli escrementi provenienti dal suo allevamento bovino, quasi (altro…)

Marcianise(Ce)- A conclusione di una articolata attività investigativa in Marcianise, personale del Comando Carabinieri per la Tutela dell’ Ambiente traeva in arresto DI GIOVANNI Pasquale, cinquantunenne, inserito nell’ elenco dei 100 latitanti più pericolosi e sottrattosi alla cattura in data 28.05.2009 durante l’ esecuzione dei provvedimenti relativi all’ operazione –  Giudizio Finale- , indagine coordinata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di BELFORTE Salvatore, capo dell’ omonimo clan operante nel territorio del comune di Marcianise e dei centri limitrofi sottratti al controllo del Clan dei Casalesi e di altri esponenti di spicco del citato clan, tutti titolari di attività imprenditoriali. L’ operazione rappresenta un vero e proprio traguardo investigativo in quanto è la prima volta che viene acclarata giudiziariamente la gestione diretta da parte della camorra di società operanti nel settore dei rifiuti per mezzo delle quali si riciclavano capitali del clan in quel settore. L’  indagine segna inoltre una tappa fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, riuscendo a dimostrare come esponenti apicali di clan camorristici (il capoclan BELFORTE Salvatore) da lungo tempo si sono inseriti nella gestione dei rifiuti mediante società direttamente da loro gestite: è il caso ad esempio della SEM, direttamente controllata dal clan BELFORTE per mezzo proprio del DI GIOVANNI Pasquale, Continua a leggere

Napoli e Campania– Venticinque persone. Si abbatte come una enorme tegola sul commissariato per l’emergenza dei rifiuti in Campania l’ordinanza di 650 pagine emessa dal gip Rosanna Saraceno, su richiesta del procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Gli stessi magistrati che hanno indagato sui presunti illeciti contestati nei mesi scorsi al governatore della Campania Antonio Bassolino e ai vertici dell’Impregilo, che lo ricordiamo sono stati tutti già rinviati a giudizio, hanno inflitto un duro colpo ai vertici del commissariato guidato da Gianni De Gennaro (nella foto 1 insieme a Marta Di Gennaro ) e alle dirette dipendenze del sottosegretario Guido Bertolaso. Venticinque persone, tra cui funzionari e dipendenti del commissariato per l’emergenza in Campania, sono da ieri agli arresti domiciliari; una ordinanza notificata a una dei vice di Bertolaso; un avviso di garanzia inviato al prefetto di Napoli. E accuse che vanno dal traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Sono i risultati clamorosi di una operazione dei carabinieri del Noe denominata “Rompiballe“, un termine mutuato dall’espressione utilizzata in una intercettazione telefonica: tra le accuse c’e’ infatti quella di aver consentito in alcune occasioni che le balle di spazzatura – teoricamente rifiuti trattati e resi così idonei allo smaltimento in un termovalorizzatore – venissero aperte, e il contenuto inviato in discarica

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