rione-tescioneCaserta- Un plotone di vigili urbani in assetto antisommossa supportati da elementi del Comune di Caserta pronti ad attaccare la società civile e i cittadini inermi del Rione Tescione ha presidiato stamani piazza Cavour di Caserta. La task force della polizia urbana armata fino ai denti è stata mobilitata dal municipio per garantire lo sgombero dei locali comunali da parte del Comitato Civico di Quartiere “Rione Tescione” in caso di resistenza. Il Comitato che da decenni svolge mirabili attività di supporto ad anziani in difficoltà, giovani senza lavoro e bisognosi avvalendosi dei soli contributi volontari degli affiliati è stato così umiliato dal sindaco Del Gaudio in primis e successivamente dalle maestranze comunali che da sempre sfoggiano alterigia e mostrano i denti solo ai deboli e gli umili. Il tutto per garantire l’inizio dei lavori di costruzione di un fantomatico asilo nido in luogo del suddetto Comitato senza riconoscerne peraltro il ruolo civile, sociale, morale e culturale. Il Comitato sbattuto fuori dal Comune e dal pio sindaco Del Gaudio è stato mortificato da mesi di promesse fittizie puntualmente decadute e certo non poteva opporsi all’azione scellerata del Comune, costituito com’è da persone corrette, miti e rispettose delle norme. L’aspetto più toccante della scabrosa vicenda è stato quello di assistere alle urla di dolore di madri in pena per i loro figlioli che proprio nel Comitato si riappropriavano di spazi ricreativi, di arricchimento culturale e formazione loro negati dalle istituzioni. Piangevano anche le mamme e i familiari di ragazzi solerti e volenterosi come “Francesco” che si adoperavano instancabilmente da anni per l’intrattenimento dei bambini in attività ludiche ed artistiche dietro i compensi spontanei e caritatevoli dei genitori dei giovanissimi discenti. Dopo un diploma finito, anni di lavori precari e umili svolti dignitosamente pur di non pesare sulle spalle della madre, “Francesco” e altri come lui hanno definitivamente perso in tal guisa un’occasione preziosa per sentirsi utili alla società e gratificati anche solo simbolicamente. Quel che lascia più interdetti e impietriti è che “Francesco” rivoltosi al sacerdote della vicina parrocchia di San Pietro in Cattedra, frate Angelo Piscopo per porre a disposizione della comunità dei locali parrocchiani le proprie abilità al mero scopo di rendersi partecipe, si è visto scortesemente sbattere la porta in faccia dal succitato sacerdote. Frate Angelo, invece di lenire le sofferenze dell’affranto “Francesco” ne ha gratuitamente acuito il dolore inducendolo ad una profonda e tormentata depressione. Ci piace pensare che tutto questo non abbia nulla a che vedere con la Croce che il suddetto frate cita solo fortuitamente nella sua omelia e siamo certi che Chiesa e istituzioni debbano ancora costruire molto per recuperare la fiducia delle scettiche comunità locali. (Articolo a cura del prof. Nando Silvestri)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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