chernobylVentinove anni fa, la mattina del 26 aprile 1986, ebbe luogo quello che viene considerato come il disastro nucleare peggiore mai verificatosi al mondo, l’esplosione della centrale di Chernobyl, nell’Ucraina settentrionale, quando ancora faceva parte dell’Unione Sovietica. Chernobyl era abitata da 12mila residentiall’epoca dei fatti, l’area circostante era composta da fattorie e boschi. Fu un’esplosione devastante, che rilasciò una ricaduta considerata 400 volte più radioattiva di quella scaturita dal rilascio della bomba atomica su Hiroshima. Unacatastrofe radioattiva europea che contaminò un’area estesa per 200mila chilometri.

Robert Knoth cernobylCirca 600mila le persone esposte alle radiazioni e più di 350mila evacuate dalle zone contaminate. Le cause del disastro da addebitare a gravissimi errori compiuti dal personale, sia tecnico che dirigente, impegnato nella gestione della centrale, inviolazione di tutte le norme di sicurezza allo scopo di effettuare un ‘esperimento’ (peraltro già tentato inutilmente in uno degli altri impianti) definito ‘test di sicurezza’ su un tubo-alternatore del reattore 4. Una cattiva gestione del reattore, sia economica che amministrativa, e la mancanza di buon senso determinarono la disastrosa esplosione dell’impianto, che provocò lo scoperchiamento del reattore stesso da cui scaturì un incendio. La centrale nucleare di Chernobyl era

caratterizzata da 4 reattori, progettati e costruiti tra gli anni ’70 e ’80. Alla 01.23 del 26 aprile ci fu la prima esplosione, seguita dopo alcuni secondi da un’altra di maggiore potenza che distrusse l’intero edificio del reattore.

Difficile quantificare la portata di questa immane tragedia, l’entità della devastazione ambientale di cui fu causa, e le vite umane che cancellò immediatamente dopo l’esplosione, Chernobyl-1e negli anni a venire, per l’effetto nefasto della nube radioattiva. Duegli operai dell’impianto morti con le prime esplosioni, tantissimi altri nelle ore seguenti. Nei 4 mesi successivi all’incidente ci furono altri 28 decessi. Le radiazioni emanate dall’esplosione non riguardarono solo il territorio dell’Ucraina, ma anche laRussia e la Bielorussia. La stima del disastro di Chernobyl fatta dalle autorità ucraine parla di circa 5 milioni di persone ‘colpite’ dalle radiazioni, molte delle quali vivono ancora nelle regioni contaminate dalla nube radioattiva. Ma i numeri di questa catastrofe sono destinati a rimanere approssimativi e molti interrogativi per sempre senza risposta.

Chernobyl 1986-2015: il sarcofago che ricoprirà il disastro nucleare più grave della storia

29 anni dopo il disastro della centrale nucleare, Focus è andato a Chernobyl per vedere il sarcofago: una gigantesca “coperta”, per ora costruita accanto alla centrale, ma che verrà poi spostata per nascondere il reattore distrutto dall’esplosione. Ci proteggerà “solo” per 100 anni. Ecco com’è stata  costruita.

L’arco dell’enorme sarcofago in costruzione (a sinistra) e il reattore 4 di Chernobyl che ancora oggi, a 29 anni di distanza dall’incidente, emette radiazioni.|WILLIAM DANIELS / NEW YORK TIMES / CONTRASTO

È il tempo dei superlativi: tutto è molto più che grande, tutto è il più grande, come il Sarcofago, la più grande struttura mobile mai costruita dall’uomo. È anche il secolo delle “prime volte” che celebrano l’ingegno e la tecnologia: ci sono Marte e Curiosity, Rosetta e la Cometa, il Giglio e la Concordia, l’LHC e la Particella di Dio.

Oggi è il turno di Chernobyl e della gigantesca opera di ingegneria per stendere una seconda, pietosa coperta di cemento – il nuovo sarcofago, appunto – sul più grave incidente nucleare della storia, provocato da errori e superficialità: l’esplosione del reattore numero 4 della centrale nucleare quasi al confine tra Ucraina e Russia – tutta Unione Sovietica all’epoca dei fatti. Era il 26 aprile 1986.

Il video esclusivo del cantiere di costruzione del sarcofago di contenimento per l’edificio 4 della centrale nucleare di Chernobyl, con immagini riprese da un drone e le interviste ai tecnici che supervisionano l’immane opera. | Video a cura di Mattia Sorbi

IL SARCOFAGO: LA PRIMA TOMBA

A un’ora di macchina da Kiev sorge un’immensa opera d’acciaio, il New Safe Confinement (NSC): l’enorme costruzione svetta a 180 metri circa dal reattore numero quattro di Chernobyl, esploso il 26 aprile 1986 in seguito a una disgraziata serie di errori operativi che hanno infine causato il contatto dell’idrogeno e della grafite incandescente delle barre di controllo del reattore stesso con l’aria. Questo ha innescato l’esplosione che provocò lo scoperchiamento dell’edificio. [La storia del disastro di Chernobyl]

La nube dei detriti polverizzati, radioattiva, fuoriuscì producendo l’immediata, pesante contaminazione delle aree immediatamente circostanti (Pripyat e Chernobyl, più o meno equidistanti dalla centrale) e di un’area estesa diversi chilometri, ancora oggi quasi del tutto disabitata e definita Chernobyl Exclusion Zone. Poi, spinta dai venti, viaggiò in Europa e arrivò a sfiorare la costa orientale degli Stati Uniti.

Nei mesi successivi fu messo in atto un progetto disperato e inevitabile, e freneticamente fu costruito il sarcofago, come è stata fin da subito battezzata la volta in cemento che ha ricoperto l’edificio che ospita il reattore esploso.

Il vecchio sarcofago fu costruito a tempo di record e in condizioni estreme per cercare di contenere le emissioni di radioattività all’interno della struttura. Ha funzionato, ma fin da subito ha anche iniziato a deteriorarsi, dall’interno, attaccato da calore e radiazioni: i quasi trenta anni di esposizione trascorsi hanno modificato la composizione del cemento, e lo sfaldamento e la progressione delle fessure che procedono dall’interno verso l’esterno hanno infine reso indispensabile un nuovo progetto di contenimento.

Che cosa c’è la sotto? Metallo contorto, combustibile nucleare fuso e corium.
corium.

Il corium: vedi anche Archeologia nucleare, in questa pagina.

IL NUOVO SARCOFAGO: LA SECONDA TOMBA

Il vecchio sarcofago è stato costruito, dagli operai che vi hanno lavorato, direttamente sopra l’edificio del reattore: in molti hanno pagato con la vita quel lavoro inevitabile e frenetico. Ma ancora oggi il livello delle radiazioni è così alto che nessuno può lavorare neppure nelle immediate vicinanze del vecchio edificio. Come spiega a FocusStanislav Shekstelo, portavoce del complesso della Centrale Nucleare di Chernobyl (ChNPP), l’interno del reattore numero quattro «è un groviglio di metallo contorto,combustibile nucleare vivo e grumi di corium, una sostanza che ha l’apparenza della lava solidificata che si è formata quando il combustibile fuso si mescolò col metallo con cui veniva a contatto e con il pavimento di cemento su cui poggiava il reattore.

L’edificio è così radioattivo che un uomo, all’interno, ne morirebbe in pochi minuti. Perfino i robot che lavorano all’interno del vecchio sarcofago per rimuovere i detriti non possono rimanere esposti troppo a lungo, perché l’elettronica non regge».

Può darsi, ipotizza Shekstelo, che si arrivi un giorno a uno sviluppo tecnologico tale da poter disporre di mezzi e strumenti adatti alla completa rimozione dei detriti e delle scorie radioattive. Per tutti questi motivi il nuovo sarcofago è una struttura interamente costruita in una zona adiacente l’edificio del reattore, in due grandi pezzi che – quando finiti – dovranno essere fatti scivolare lungo binari, fino a coprire il primo sarcofago.

Oggi, la radioattività è tale da uccidere anche i robot.

Negli anni Novanta il Governo ucraino promosse un concorso internazionale finalizzato a selezionare il miglior progetto per sostituire il vecchio sarcofago. Novarka, un consorzio di imprese francesi formato dalla Vinci Construction Grands Projets e dalla Bouygues Travaux Publics si aggiudicò l’appalto. I lavori, finanziati da oltre 40 Paesi, iniziarono il 13 marzo del 2012 coinvolgendo oltre mille lavoratori provenienti da venticinque nazioni, tra cui ventidue operai e ingegneri italiani. A distanza di tre anni dall’avvio dei lavori si può ammirare a colpo d’occhio lo sviluppo costante del cantiere.

Purtroppo i rapporti tra Russia e Ucraina, compromessi dai primi mesi del 2014, hanno provocato una (breve) interruzione dei lavori a causa del ritiro dei fondi e del personale specializzato russo, che è stato però sostituito da quello ucraino.

IL PIÙ GRANDE… Il nuovo sarcofago è alto 110 metri (17 metri più della Statua della Libertà), lungo 164 e largo 257 metri (la dimensione media di un campo da calcio è 105 x 68 metri). Il costo finale stimato per la struttura è un miliardo e mezzo di euro. Il 26 novembre 2014 il consorzio ha portato a termine la costruzione dell’arcata principale. Il fornitore degli elementi in acciao dello scheletro del nuovo sarcofago è la Cimolai, di Pordenone, che ha prodotto 25.000 tonnellate di tubi metallici (paragonabili, in peso, a 2.500 elefanti di grossa taglia, due volte la nostra mini-portaerei Garibaldi e più o meno equivalente all’attuale ammiraglia della Marina, la Cavour).

Fino ad oggi sono stati utilizzati circa centomila metri cubi di cemento, e siamo appena in vista della metà dell’opera. Viktor Zalizetskyi, responsabile del progetto, ha dichiarato a Focus che l’NSC sarà completato entro la fine del 2017, sottolineando come la struttura sia destinata a durare almeno fino al 2100…

Tra ottant’anni siamo daccapo.

LA TOMBA TEMPORANEA. Poco più di ottanta anni, non è granché per un campione dei superlativi: anzi, è un lasso di tempo breve per una struttura d’acciaio. La causa, ancora una volta, è nelle radiazioni, che impediscono – adesso come in futuro – di fare manutenzione. Per ritardare l’inevitabile sono previsti alcuni accorgimenti, come il flusso di aria secca che, fatta circolare tra la volta esterna e quella interna, manterrà bassi i livelli di umidità per proteggere le strutture di metallo, ma per adesso tutto questo fa ancora parte di elementi di progetto.

Tra l’arco superiore, che ha una campata di 270 metri, e quello inferiore di 240 metri, intercorre nel punto più alto uno spazio di 12 metri. Saranno realizzate 12 doppie volte lunghe 13,5 metri che, assemblate, formeranno un corpo unico lungo oltre 150 metri.

Gli archi sono costruiti con elementi tubolari in acciaio rivestiti esternamente con tre strati di pannelli applicati sulle pareti finali della struttura. Internamente, ogni arco sarà ricoperto da pannelli – prodotti dall’azienda turca Okyanus – in lexan, una resina termoplastica di policarbonato refrattaria ai corpuscoli – per prevenire l’accumularsi di particelle radioattive. Al completamento, gli archi potranno resistere a venti fino a 170 km orari.

Nel tour che ha portato Focus così vicino al famigerato reattore, Zalizetskyi ci ha anche mostrato i primi sviluppi del sistema che consentirà lo spostamento delle due metà della doppia cupola fin sopra al vecchio sarcofago: un sistema di binari, muletti, cavi e martinetti che da un lato spingeranno e dall’altro trascineranno l’enorme coperta di cemento sul reattore 4. Che come polvere sotto al tappeto, prima o poi ci ricorderà di nuovo che è ancora lì.

Qui sotto, l’animazione mostra il dettaglio delle fasi di costruzione e movimentazione del nuovo sarcofago di Chernobyl.

Hanno collaborato: Mattia Sorbi (reporting e video da Chernobyl), Giorgio Zerbinati, Sara Zapponi (traduzione video), Raymond Zreick.

(Tratto da FOCUS)

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