Giustamente l’attenzione pubblica in relazione al pressing disatteso e quasi sotterraneo che ha spinto per la consegna dei Consorzi di Bonifica ai legittimi destinatari, cosi come disciplina la Legge regionale 4/2003 e il Regio Decreto 215 del 1933, si è concentrata sul dato essenziale che dal 2003 questi consorzi, alcuni già da prima, hanno una direzione commissariale che per dettato della Legge regionale citata dovevano rimanere in carica non più di sei mesi,invece sono passati 8 anni e più. Ma è stato proprio questo il movente e la volontà politica alla base della sollecitudine rabberciata per indire le elezioni dell’Assemblea dei Delegati dei Consorzi? A giudicare di quanto sta accadendo è accaduto, almeno per Caserta, sembra proprio di no, anzi il contrario. Nel Consorzio del bacino Inferiore del Volturno, il commissario è stato costretto ad annullare la data di indizione dell’Assemblea Consortile per la evidente illegalità con cui sono state formate le liste. Nel Consorzio di bonifica del Sannio Alifano la commissaria dott.ssa Lucia Ranucci è stata costretta ad andare avanti con una vera e propria azione di stalking, da parte del direttore generale,un certo ing. Natalizio, e da parte dei dirigenti regionali preposti, nonostante il parere scritto del suo legale ha dato ragione alla nostra diffida per gravi illegittimità che per due volte gli abbiamo presentato. I pochi giorni che ci separano dalla scadenza di domani 27 sono stati contrassegnati da uno scandalo dietro l’altro; da quello dell’assunzione della moglie di Tommaso De Simone a pochi giorni prima delle elezioni; a quello di rinunciare a decidere sui casi di ineleggibilità denunciati, compreso quello di Piero Cappella dove non sappiamo quando e come si è veramente dimesso dal GAL di cui il Consorzio è socio; all’ultimo dove si pretende di far votare per delega i propri amici di lista senza che la delega sia stata sottoscritta dal delegante in presenza di pubblico ufficiale, come la Legge prescrive. Altro che invocare il legittimo autogoverno dei Consorzi,come disciplina la Legge; siamo in presenza di una volgare azione di potere clientelare dove addirittura si affiggono gigantografie elettorali costose come quella di un certo avvocato Simonelli di Piedimonte Matese e dove fanno rabbrividire contraddizioni interne ai vari schieramenti politici come quelli del PDL che si divide tra la lista Campagna Amica e quella di Riscossa, e quella ridicola del PD che utilizzando la sigla della propria subalterna CIA inserisce un candidato procurato a Vairano nella lista Campagna Amica e poi a Caiazzo e nel Caiatino organizza i voti per la lista Riscossa. Insomma non l’autogoverno ma una farsa nell’ambito del disgustoso potere clientelare e di gruppo con cui si continuano ad occupare le Istituzioni da parte dei due schieramenti maggiori. La verità è che si è spinto a tutti i costi per indire le elezioni Assembleari, pur sapendo che sono illegittime rispetto agli ultimi obblighi di Legge, al fine di trovare le motivazioni per nominare eventuali nuovi commissari vicini all’attuale quadro politico di maggiorana del governo regionale, perché la procedura elettorale decisa non può che essere annullata. Il comma 35 dell’art.2 della Legge Finanziaria 244/2007 obbliga la riduzione di tutti i consigli di amministrazione a un massimo di 5 componenti. La Regione Campania a tale modifica della Legge regionale non ha provveduto; ha pensato di trovare l’escamotage di imporre l’indennità di carica solo a 5 componenti pur rimanendo il numero della deputazione amministrativa dei consorzi, nel caso del Sannio Alifano, a 8 membri. E’ evidente l’illegalità che tende a introdurre un delinquenziale voto di scambio dal momento che non ci può essere in alcun modo una disparità di Diritto, o a camuffare una elargizione clientelare di compensi. Per il mancato recepimento di questa Norma nazionale, nella Legge regionale, l’indizione della procedura per la elezione degli Organi del Consorzio, non poteva e non può essere fatta. Certo che i Consorzi di Bonifica vanno riportati ai legittimi destinatari e all’autogoverno ma in modo serio e vero, togliendoli dalle grinfie di quelli che li hanno utilizzati da sempre per interessi di parte e del potere clientelare. Occorre cominciare dal dotare questi Consorzi di un catasto vero e totale, ridistribuendo la spesa in modo equo e giusto. Forse nessuno sa che nel Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, alla data attuale, su una popolazione complessiva di 336 mila abitanti il 57% degli stessi paga circa l’80% dei contributi consortili incassati ed all’interno di questa percentuale,tutta in provincia di Caserta, l’80% è a carico dei comuni confinanti a nord del Volturno, da Alvignano in poi; e ancora, all’interno di questa fascia del Volturno, il 70% è a carico della Media Valle del Volturno propriamente detta, da Alife fino a Vairano-Presenzano a nord. Insomma il Volturno massacrato, umiliato, avvilito,trascurato, è costretto a pagare la gran parte delle spese di funzionamento del Consorzio, e non centrano gli obblighi per il servizio irriguo che sono ben altri costi. Insomma l’11% degli abitanti totali dell’intero comprensorio si deve far carico del 70% dei costi, di una funzione di bonifica che riguarda opere di mantenimento dell’intero sistema idrografico e di scolo che riguarda tutti, non solo i diretti interessati. Interi comuni mancano all’appello, anche la città di Caserta. A Benevento pagano pochi comuni. A Caserta i comuni con maggior contribuenza sono Alife e Vairano, ma pesante è quanto ricavato da Baia e Latina,Pietravairano, Sant’Angelo. Piedimonte è presente con pochissimi contribuenti e dovremmo indagare sul perché. Stessa cosa è per Teano, anche se la sua superficie consorziata è pochissima, in compenso però Teano pesa con l’assunzione di una dipendente a tempo indeterminato fatta il 4 di marzo. Certo occorre ridare i Consorzi, del Basso Volturno e quello Alifano, ai suoi legittimi proprietari, il Popolo. A cominciare dall’annullamento della farsa elettorale indetta. Non ci sarà tregua. E’ stato presentato un circostanziato esposto alla Procura e continueremo dando vita a una Associazione di scopo affinchè sia rispettata la Legge e la Giustizia.

Caserta 26/03/2011
Lino Martone. Coordinatore regionale Altragricoltura

Di seguito si riporta l’esposto presentato ai Carabinieri di Piedimonte M.

 

Alla Procura della Repubblica di Santa Maria C.V.   Per il tramite Comando Compagnia Carabinieri di  PIEDIMONTE MATESE

Il sottoscritto Lino Martone, nato a Vairano Patenora il 22/05/1950 e residente alla via Ciro Menotti 20, nella qualità di coordinatore regionale dell’Organizzazione Sindacale Agricola ALTRAGRICOLTURA, federata nelle province di Caserta e Napoli con l’Associazione nazionale AMPI, espone e denuncia quanto segue.

PREMESSO
• Che già in data 23 febbraio,tramite fax autenticato ai sensi del Decreto 445/2000 provvedeva a diffidare l’attuale dirigenza del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano,con sede in Piedimonte Matese, a non andare oltre nella procedura di indizione delle elezioni dell’Assemblea dei Delegati consortili,prevista per il prossimo 27 marzo, per le gravi difformità di Legge riscontrate e che sono oggetto del presente esposto e degli atti allegati, senza ricevere alcun riscontro e risposta sino alla data attuale;
• Informalmente siamo venuti a conoscenza che l’attuale commissario del Consorzio, dottoressa LUCIA RANUCCI, ha inoltrato specifica richiesta di deduzioni su tale diffida sia al direttore generale ing.NATALIZIO che ai dirigenti regionali preposti, dai quali ha ricevuto superficiali valutazioni su quanto contestato nonché un saccente invito a procedere senza dare significato a dette contestazioni;
• Nel frattempo vi è stata anche continua attenzione della stampa locale circa i fatti contestati e le diatribe varie in relazione alla formazione delle liste per le elezioni consortili;
• Particolare attenzione della stampa è stata dedicata alla questione della ineleggibilità di alcuni candidati nelle liste presentate, con la notizia correlata secondo la quale, per imposizione dei dirigenti regionali preposti, il commissario avrebbe assunto una specifica delibera con rinuncia al pronunciamento sulle varie ineleggibilità sollevate e rinviando la questione ad assemblea dei delegati eletta e insediata;
• Tra tali informazioni stampa è emersa la notizia scandalosa, mai smentita, secondo la quale in data 4 marzo veniva assunta a tempo indeterminato dal Consorzio, quale dipendente, la signora STEFANIA LANCIA, moglie dell’attuale presidente della Coldiretti provinciale(sponsor e promotore ufficiale di una delle liste elettorali in competizione denominata Campagna Amica) e presidente della Camera di Commercio di Caserta, sig. De Simone Tommaso;
• In data 23 marzo, anche in conseguenza di tale inqualificabile notizia, è stata inoltrata ulteriore diffida, meglio circostanziata e chiarita, tramite posta elettronica certificata, con maggiore valenza di notifica ai sensi del citato Decreto 445/2000, al commissario del Consorzio, al presidente della Regione Campania,all’assessore regionale all’agricoltura e suo coordinatore regionale, al Ministero della Funzione Pubblica e al suo massimo dirigente;nonché per conoscenza alla Procura della Repubblica di Santa Maria, alla Procura regionale della Corte dei Conti e al signor Prefetto di Caserta;
• Dopo tale ulteriore formale diffida, sempre informalmente tramite numerosi colloqui telefonici con la dottoressa RANUCCI, siamo stati informati che la stessa procurandosi dedicato parere legale sottoscritto dal proprio avvocato, che sottolineava la fondatezza delle nostre contestazioni sulle evidenti difformità di Legge con cui si è preteso indire le elezioni dell’Assemblea dei delegati del Consorzio, ha provveduto a protocollare tale parere presso gli uffici della Regione preposti, invitandoli ad assumersi direttamente le responsabilità per il mantenimento della scadenza elettorale del 27 marzo, formalizzando tale decisione per iscritto da notificare non più tardi della mattinata di venerdi 25 marzo, altrimenti avrebbe provveduto alla revoca delle delibere di indizione delle elezioni e della presentazione delle liste.
• La gran parte, se non tutti, degli atti ufficiali oggetto di tale premessa non potevamo che assumerli dalla stampa poiché solo a marzo 2011 inoltrato, dopo la nostra diffida, gli stessi sono stati messi a disposizione sulla Rete insieme alle delibere correlate.

RIBADITO ULTERIORMENTE
• Che si è proceduto a indire la scadenza elettorale del 27 marzo in totale e palese violazione del comma 35,art.2 Legge 244/2007 che fa obbligo di ridurre tutti i consigli di amministrazione a un massimo di 5 componenti,condizione che non può essere applicata a posteriori poiché priverebbe a priori il consorziato della libera scelta di partecipazione all’autogoverno e a libero esercizio del voto,principi Costituzionali inalienabili;
• Si è palesemente violata e più volte la Legge 69/2009, art.32, privando il consorziato,il comprensorio di bonifica e tutti i cittadini residenti, della dovuta informazione che per Legge doveva essere disponibile in rete informatica dal 1 gennaio di quest’anno, lasciando legittimamente presagire che tanto rappresenta il risultato di un fraudolento e prepotente comportamento per facilitare la presentazione delle liste solo a sparuti gruppi di potere;
• E stata messa in atto,consapevolmente,una gravissima limitazione del diritto di voto e di partecipazione alla vita pubblica; in proposito è di esempio la testimonianza del sig. ANGELO FERRAZZANO di Alife che ancora a fine febbraio ha potuto ricevere gli elenchi dei consorziati solo tramite rilascio di cartaceo e supporto informatico chiesti direttamente agli uffici del Consorzio in Piedimonte Matese;
• Tale illegittimità si presenta con tutta la sua gravità dal momento che la delibera definitiva per l’indizione della data delle elezioni al 27 marzo è stata assunta in data 31/01/2011 n°154 e messa in rete solo dopo il 3 marzo u.s.
• La grave e indefinibile conclusione, in particolare per la grave omissione degli uffici regionali preposti,circa il pronunciamento sui ricorsi di ineleggibilità, assunta con la delibera commissariale del 4/3/2011 n°34, lasciando in competizione candidati presumibilmente ineleggibili;
• E’ incomprensibile come è stato possibile assumere una persona senza pubblico concorso e perché, come e chi è stato a compiere tale atto a pochi giorni prima l’indizione delle elezioni che, al di la delle conclusioni, hanno comunque l’obiettivo di ridare al Consorzio i legittimi organi amministrativi di Legge;lasciando presagire legittimamente che ciò rappresenta un puro sfacciato e dimostrativo uso di potere con gravi conseguenze turbative nel libero esercizio del voto dei consorziati;
• Ancora più grave è l’illegittimità commessa nella mancata adozione del completo catasto consortile in base al quale andavano determinate le fasce elettive, secondo la Legge Regionale 4/2003; in ogni caso non se ne conosce la sussistenza poiché mai pubblicato ne sono stati organizzati, previo invio ai comuni, elenchi degli aventi diritto al voto per fascia e per titolari in comunione dei beni e pertanto molti consorziati mancano dagli elenchi;
• Gravissima poi è l’ultima notizia per la quale sono state organizzate migliaia di deleghe di voto in assenza di pubblico ufficiale nell’autentica della firma del delegante e con la pretesa dichiarata, di entrambe le liste, di fare esercitare tale voto per delega in difformità di una precisa disposizione di legge e di Statuto.

PER QUANTO ESPOSTO
Sottolineato in primo luogo, per onestà intellettuale e per correttezza morale,rispetto a quanto direttamente venuto a conoscenza, che è fondatamente presumibile una buona fede dell’attuale commissario LUCIA RANUCCI che è stata continuamente obbligata ad assumere decisioni per insistenza del direttore generale del consorzio insieme alla latitanza organizzata di uffici dirigenti della Regione; con presumibile fondatezza che il tutto sia stato generato dal solo obiettivo di creare le condizioni di nuove nomine commisarili, conformi politicamente all’attuale maggioranza di governo regionale e provinciale e a ciò sarebbe funzionale la stessa illegittima organizzazione e procedura per la elezione dei delegati di Assemblea Consortile; in tal senso va valutata la stessa conclusione della gravissima procedura di formazione delle liste nell’altro Consorzio del Bacino Inferiore del Volturno, invalidata giustamente dall’attuale Commissario;

SI CHIEDE A QUESTA SPETTABILE PROCURA
• Di esperire con urgenza le necessarie indagini con sequestro preventivo di tutti gli atti a base di quanto denunciato;
• Di valutare la ricorrenza di numerosi e gravissimi reati relativi a Abuso d’Ufficio,Abuso di Potere,Omissione d’Ufficio,Interesse Privato in Atti d’Ufficio,Falso in Atto Pubblico,falsità Ideologica,Attentato Contro i Diritti Politici del Cittadino,Incitamento al Dispregio delle Leggi e delle Istituzioni,Istigazione a Commettere Reati e a Disobbedire alle Leggi,Grave Attentato e Vilipendio agli art.2 e 3 della Costituzione privando il cittadino dell’Uguaglianza e del pieno esercizio del Diritto Civile;
• Di nominare un perito informatico al fine di accertare le date di adeguamento di quanto obbligatorio per Legge sulla pubblicazione in rete,onde prevenire false attestazioni e dichiarazioni;
• Di individuare i responsabili diretti di detti reati, quali anche quello dello Stalking qualora commesso in pressione nei confronti della dott.ssa LUCIA RANUCCI;
• Di sentire in via urgente il commissario dott.ssa LUCIA RANUCCI
• Di ordinare, d’intesa con le Forze dell’Ordine e di Polizia, mediante le quali la presente viene inoltrata,un controllo sui seggi elettorali di domenica 27 al fine di evitare problemi di Ordine Pubblico e consumazione di ulteriori reati in flagranza di cui alla pretesa di esercitare deleghe di voto in difformità della Legge.

SI ALLEGANO ALLA PRESENTE
• Diffida del 23 marzo con copia documento riconoscimento e articolo giornale Gazzetta di Caserta;
• Stampa a video del sito in rete ancora inattivo del Consorzio di Bonifica alla data del 21/01/2011,ossia a scadenza avvenuta della presentazione delle liste;
• Stampa a video del 4 marzo dove seppure attivato il sito Consortile nella ricerca Google ancora dava indicazione di sito sospeso in rifacimento;
• Stampa a video del 14 marzo in cui è evidente l’indicazione di calendario per la data delle elezioni del 27 marzo ma è assente quella indicativa della data del 22 febbraio,scadenza presentazione delle liste,poiché sino a quella data il sito era ancora inattivo;
• Stampa a video dell’assenza in rete,sito Consorzio, della delibera del novembre 2010,a conferma che la data delle elezioni è stata formalmente decisa con delibera del 31/01/2011,ossia assai dopo aver dato l’avvio, sia pure non con l’Albo Pretorio in rete, alla procedura per la raccolta delle firme e presentazione delle liste; tale delibera è stata messa in rete in data 4 marzo 2011 ossia 1° giorni dopo la chiusura del termine per la presentazione delle liste;
• Copia della delibera del 31/01/2011.

AI SENSI E PER EFFETTO DELL’ART.408 DEL CPP
• Si chiede di essere preventivamente e formalmente informato in caso di procedura di archiviazione del presente esposto;
• Sin da ora e in attesa della formazione di un dedicato collegio di avvocati,dando vita a dedicata Associazione Collettiva ai sensi della Legge 241/90 e 383, si indica quale legale di fiducia l’avv. GIOVANNI RENDINA, presso lo studio del sen.avv. RENDINA POMPEO in Santa Maria Capua Vetere.

Piedimonte Matese 26 marzo 2011 firmato letto e sottoscritto
LINO MARTONE

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”