patriciello vangelo terra fuochi ALIFE(Ce)- Appuntamento presso l’auditorium dell’ Istituto professionale Ipia M. Bosco. L’incontro, alla presenza della dirigente scolastica Isabella Balducci e della scolarescoa si terrà Giovedi 13 febbraio 2014 a partire dalle ore 11 dove il parroco del Parco verde di Caivano, divenuto il simbolo della lotta ai veleni dei clan, presenterà agli studenti della scuola il suo libro dal titolo: “Il Vangelo dalla Terra dei fuochi”. Invitato anche il Sindaco di Alife Giuseppe Avecone. Una sorta di raccolta di articoli, brani, a cui lui stesso ha dedicato attenzione negli ultimi anni. Il titolo fa presagire altro, narra, invece, di uno spaccato di vita quotidiana intessuto di povertà, di donne sfiorite, di geografia deturpata, partendo dalla dignità della persona, dal riscatto di un popolo e dal timore della parola “tumore”. Ma come è potuto succedere tutto questo?  “Diciamoci la verità,- esordisce il Parroco di Caivano- siamo un popolo di ignavi dal primo all’ ultimo. Inutile che giriamo la zeppola che sempre noi dobbiamo mangiarla. Finora abbiamo dato colpa alla camorra. La domanda è: Perché la camorra ha attecchito nella nostra zona e non oltre? Noi dalla camorra non ci aspettiamo nulla. Ieri il camorrista aveva un volto, era brutto d’aspetto, oggi il camorrista ha la laurea, la 24ore, il colletto bianco ed è molto probabile che siede in certi posti. Quando i ladri vanno a rubare-incalza-lo sappiamo che sono delinquenti,ma quando a sgarrare è il vigile urbano questa è una pugnalata al cuore. Tutto è partito da una lettera pubblica, trasmessa da media e social network, da lì, il boss dei Casalesi, Carmine Schiavone, ha voluto incontrarmi. Durante l’incontro mi sembrava di essere fuori dal mondo. Sono rimasto sbigottito al racconto del boss quando mi ha confidato di sedere, in passato, alla commissione d’esami di Medicina e chirurgia, indossando un camice,senza alcuna preparazione. Ed io mi sono chiesto: Chi ti faceva indossare un camice? Dio non voglia che incontriamo tali medici al pronto soccorso durante la nostra vita perché non sappiamo cosa potrà capitarci. Gli stessi che hanno permesso a Carmine Schiavone di esaminare i futuri medici”. La vocazione a Cristo di don Paatriciello è indissolubilmente legata al territorio e alla difesa della propria gente. Alcune settimane fa, in presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Quirinale, don Patriciello aveva ha tuonato: “Presidente non avrei mai pensato di dovermi interessare del problema dei rifiuti industriali, io mi sento un intruso”. Da questa esperienza dunque nasce l’idea del libro che vuole essere uno stimolo alla riflessione e all’impegno. Ma anche un pensiero da dedicare a tutte quelle vittime di “tumore” in fase crescente in un lembo di terra appartenente a tutti i Campani, croce e delizia della vecchia Terra Felix.  Ma ricordiamo che anche l’area del Matese non è immune da questo genere di male. Da alcuni anni a questa parte si sta registrando un aumento vertiginoso ed anomalo di patologie tumorali. Proprio ad Alife, un tempo capoluogo dell’intera area matesina, alcuni mesi or sono il “Movimento per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio”, dedicò alle vittime dell’ inquinamento ambientale di questa vasta area matesina un bellissimo monumento con un “Albero della Pace”, dedicato alla memoria, alla riflessione e all’ impegno per le giovani generazioni nel salvaguardare la vita ed il territorio dono del Creatore. perchè foto 5 albero pacesenza un ambiente sano non può esserci vita. Ed in quella solenne cerimonia fu presente un altro simbolo della lotta ai veleni, il Dott. Antonio Marfella oncologo napoletano del Pascale di Napoli(nella foto, in un momento della manifestazione) dell’ISDE Campania, che insieme a don Patriciello sta portando avanti la battaglia contro i rifiuti tossici ed industriali disseminati illegalmente nelle terre della Campania Infelix. Infine è da evidenziare ancora l’impegno artistico dei figli della nostra terra matesina a favore del dramma che sta investendo la Campania. Agnese Ginocchio, cantautrice e Testimonial della Pace, presidente del sopracitato Movimento, originaria proprio di Alife, ha dedicato al dramma della Terra dei fuochi il suo ultimo capolavoro musicale impegnato, divenuto  lo slogan del “Comitato Fuochi Marcianise”. “Campania In-felix, terra Madre, terra martire“(in coda si rimette il video), già citato da diversi giornali e materia di discussione scolastica, è un appassionato brano di ribellione e di denuncia, attraverso cui la cantautrice si scaglia contro i colpevoli di questo scempio, ma nel contempo vuole essere anche un messaggio di speranza e di “Pace”, in questa martoriata terra, invitando a non cedere alla rassegnazione, ed incitando all’ impegno per la difesa dell’unico bene che ci appartiene: la terra, la vita ed il futuro.  Perchè un giorno il deserto di questa terra si possa trasformare in un magnifico giardino di Pace. Appuntamento dunque all’ Ipia di Alife per ascoltare il parroco anticlan simbolo della lotta ai veleni con il suo “Vangelo della Terra dei Fuochi”. (Articolo a cura della redazione Cultura)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”