Un’astrofisica casertana alla Nasa Loredana Vetere alla scoperta di una stella

Alife(Ce)- (di Lidia Luberto) Loredana Vetere, quasi trent’anni, casertana doc (è nata e vissuta a Caserta, figlia di genitori alifani), astrofisica, è la coordinatrice del gruppo di ricerca della Pennsylvania State University che, con il satellite Swift, realizzato dalla Nasa in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e il telescopio a raggi gamma «Fermi», ha scoperto, a trentamila anni luce dalla Terra, una particolarissima stella. Si tratta di un corpo celeste di neutroni che emette raggi simili a fuochi d’artificio cosmici. Una scoperta scientificamente molto rilevante: «Le emissioni più potenti di questa stella hanno, infatti, un’energia paragonabile a quella che il nostro Sole emette in 20 anni» spiega la Vetere, da oltre due anni al lavoro presso il Dipartimento di Astrofisica della Pennsylvania State University. Una carriera brillante quella della dottoressa Vetere. La sua passione per le scienze è nata molto presto. «Forse l’influsso di mio padre, dottore in chimica», dice. «Probabilmente da lui ho ereditato la curiosità, la voglia, la smania di conoscere. In particolare, mi ha sempre affascinato lo spazio, il cielo con tutti i suoi misteri, i corpi celesti che lo popolano». Da qui l’impegno nello studio, ovviamente, di taglio scientifico. La Vetere, infatti, ha frequentato il liceo scientifico «Diaz» di Caserta, quindi, dopo la laurea con lode in Fisica all’Università di Napoli con una tesi in astrofisica, ha continuato la sua ricerca in «Astrofisica delle Alte Energie» durante il dottorato alla Sapienza di Roma in collaborazione con l’Istituto di Astrofisica e Fisica Cosmica del Cnr. Al termine del dottorato, ha lavorato presso l’Agenzia Spaziale Italiana, dove ha iniziato la collaborazione con Swift, missione Nasa con partecipazione italiana ed inglese. Una esperienza esaltante, questa in corso negli Usa, per Loredana Vetere. «Ritengo sia molto utile, addirittura necessario spostarsi, conoscere altre realtà, verificare altri modi di studiare e di lavorare. È un tirocinio che consiglierei a tutti quanti hanno voglia di allargare i propri orizzonti umani e professionali». Ma l’astrofisica non nasconde una certa nostalgia per l’Italia. «È quasi inevitabile. Quando si vive lontani, si avverte di più la voglia di tornare. Forse perchè si tende a ricordare del proprio paese solo i lati positivi, le cose che di esso ci mancano, il calore della famiglia, i luoghi in cui si è cresciuti. Non nego, infatti, che, nonostante la innegabile positività dell’esperienza che sto vivendo negli Usa, mi piacerebbe ritornare. Al momento, lo faccio appena posso. Ma si tratta di brevi periodi di vacanza che trascorro con i miei familiari fra Caserta e Alife, la cittadina da cui provengono i miei genitori e dove ancora si vivono i ritmi lenti e rilassanti ormai sconosciuti nelle grandi città», aggiunge. «Per ora — prosegue — non credo vi sia alcuna possibilità di svolgere in Italia i miei studi, dunque non potrei tornare se non a patto di rinunciare a tutto quanto ho realizzato finora. Negli Usa, mi trovo professionalmente a mio agio. Qui, infatti, si dà molta più fiducia, spazio e responsabilità ai giovani. Un atteggiamento che non mi pare di riscontrare in Italia». Come progetti per il futuro spera «per ora di continuare le mie ricerche in America. Poi chissà, sarebbe bello, forse fra 5-10 anni, promuovere un corso per le alte energie a Napoli, per consentire agli studenti di quell’ateneo, di studiare sul posto ciò che io ho potuto studiare solo emigrando».(Articolo a cura della giornalista Lidia Luberto, Corriere del mezzogiorno)

Pubblicato da red. prov. ” Alto Casertano-Matesino & d”