Pescasseroli (Aq)- (di Loretta Montenero)  Venerdi 23 luglio il popolo dei Parchi scende in piazza per tentare di salvare le aree protette dalla scure dei tagli nell’anno internazionale della biodiversità. La manovra finanziaria, già passata in Senato e ora all’esame della Camera, prevede una drastica riduzione dei finanziamenti alle aree protette. Il sit-in avrà inizio alle 11 davanti al Ministero dell’Ambiente e terminerà nel pomeriggio a Piazza Venezia. “I fondi destinati alle aree naturali protette sono già estremamente esigui: dimezzarli vuol dire rendere impossibile per gli Enti continuare ad operare. Una scelta suicida” protesta il Wwf in una nota del consigliere nazionale Dante Caserta. I dipendenti dei Parchi riuniti nell’ associazione “394” scrivono:”Una scure che si abbatte sul sistema già fragile dei Parchi, causandone la totale paralisi o la chiusura della metà di essi.” Per la “394” i tagli rappresentano “Un gravissimo colpo alla natura e al turismo d’Italia: fauna, paesaggio, fiumi, boschi e coste negli ultimi 24 paradisi naturali (si pensi a Gran Paradiso, Stelvio, Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Arcipelago Toscano, Sibillini, Gran Sasso, Abruzzo, Circeo, Cilento, Vesuvio, Gargano, Matese e molti altri) saranno di nuovo oggetto di speculazione e sfruttamento indiscriminatoSaranno cancellate anche le politiche ambientali richieste dall’Unione Europea.” Tutte le aree protette costano allo Stato 50 milioni di euro :”si tratta del 5% del territorio nazionale che costa appena un caffè all’anno per ogni italiano-scrivono dall’associazione- Ma per il Governo, evidentemente, l’ambiente, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile, temi strategici a livello mondiale, non valgono neppure questo caffè!” L’associazione “394” ritiene il taglio ai finanziamenti “una grave violazione di diritti costituzionali, comunitari e internazionali.” Andrea Gennai del direttivo “394” sostiene: “con la manovra finanziaria la Prestigiacomo sarà costretta a chiudere i Parchi Nazionali o a tagliarne la metà, per lungo o in largo oppure a chiazze leopardate, non si sa ancora. Una chiusura – aggiunge – che non è frutto di una scelta coraggiosa di una maggioranza che non crede nella tutela della natura, ma piuttosto di un atto meschino, nascosto nei commi assurdi di una cavillosa ed incomprensibile legge.” Il popolo dei Parchi rimette simbolicamente nelle mani del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo “lo Scrigno dei Tesori naturali d’Italia, che i Parchi non sono più in grado di custodire per le future generazioni.” Per dire “no a un taglio irrazionale e indegno di un paese civile” al sit-in hanno aderito le maggiori associazioni ambientaliste. Ma il Wwf sollecita anche gli amministratori locali e gli operatori del turismo:”Un taglio di questo genere, oltre ad indebolire l’azione di conservazione della natura- scrive Dante Caserta- indebolisce l’offerta turistica del nostro Paese perché parchi e riserve sono una delle mete preferite dagli italiani e dagli stranieri. È per questo che contro questa scelta sbagliata dovrebbero farsi sentire, insieme alle aree protette ed alle associazioni ambientaliste, gli operatori turistici e gli amministratori locali”.(articolo a cura della giornalista Loretta Montenero)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”