stirIMPIANTO STIR ( EX CDR) .  QUESTO FANTASMA. (di Gerardo D’Amore)

In questi giorni, gli abitanti delle zone di Terzigno, Chiaiano, Giugliano –Taverna del Re si sono giustamente opposti all’ apertura di nuove discariche nelle loro zone impedendo, peraltro, il conferimento, in quelle  già esistenti. Il Governatore Campano  Stefano Caldoro ha firmato un’ Ordinanza d’urgenza che consente lo smaltimento, dei rifiuti abbandonati per strada, presso siti ubicati in altri Comuni che, a loro volta , hanno, però,  presentato ricorso al T.A.R. avverso il provvedimento. E’ stata presidiata la discarica di Maruzzella di San Tammaro per impedire che i rifiuti , provenienti dal napoletano, fossero sversati in loco violando la legge sulla provincializzazione, ma non si è pensato di fare la stessa cosa con l’impianto STIR  (Stabilimenti di tritovagliatura ed imballaggio rifiuti, ex impianti Cdr) di S.Maria C.V.

La nostra speranza ( purtroppo è soltanto tale) è che lo smaltimento, divenuto impossibile nella discarica  Maruzzella, non sia stato poi effettuato presso lo STIR di S.Maria C.V.

Sarebbe importante che le autorità Comunali e , tra queste il Sindaco, preposto alla difesa della salute della salute pubblica, rassicurassero a tal proposito la popolazione residente.

Ciò perché il monitoraggio,  effettuato dall’Asia tra novembre 2009 e maggio 2010,  ha evidenziato la presenza, in concentrazione superiore ai limiti consentiti dalla legge,  in due pozzi a valle di Cava Sari (Terzigno),  di  Zinco, Cadmio, Sommatoria Pcb e Benzo(a)pirene, un cancerogeno della massima pericolosità per l’uomo. L’inquinamento della falda acquifera è il probabile prodotto del conferimento in discarica di rifiuti pericolosi che non vorremmo trovarceli , ora, depositati presso lo stabilimento STIR di S.Maria C.V. non costruito per lo stoccaggio e la permanenza , e, quindi, inidoneo ad affrontare la problematica di rilevanti quantità di “ percolato affiorante”, ovvero del liquido che trae origine prevalentemente dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi.

            Le esortazioni rivolte al primo cittadino ed all’Assessore all’Ambiente a liberare gli abitanti di S.Maria C.V. e del quartiere Sant’Andrea dall’apprensione per la preoccupante condizione ambientale in cui versa il nostro territorio non sono limitate, però, a quella sopra formulata.

            Pare che la presenza dell’impianto STIR sia stata ormai posta nel dimenticatoio giacchè situato in periferia lontano dagli sguardi “indiscreti” di coloro che sono stati costretti a subirlo.

            Al riguardo le domande da fare ai nostri amministratori sarebbero tante. Proviamo a metterne sulla carta qualcuna.

  1. E’ stato mai effettuato un sopralluogo presso l’impianto da parte dell’Area ambientale –Direzione tutela del suolo-bonifica siti-gestione tecnica rifiuti della Provincia di Caserta di concerto con la Polizia Provinciale? Il processo di trattamento dei rifiuti solidi indifferenziati , operato presso lo STIR,  è stato mai sottoposto a verifica? In caso affermativo perché non sono stati resi pubblici i risultati?
  2. E’ possibile sapere la provenienza dei rifiuti in entrata allo STIR e la destinazione di quelli in uscita attraverso un esame del Registro carico e scarico e dei Riepiloghi delle movimentazioni complessive, allo scopo di accertare (almeno) il rispetto della normativa vigente?
  3. I rifiuti in entrata recano , oppure no, il contrassegno a vista riportante il codice CER  indicativo della loro pericolosità e stato fisico, delle norme relative al comportamento da adottare per la manipolazione degli stessi e per il contenimento dei rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente (D. Lgs. 152/06 e s.m.i.- D.M. 161/02- Decreto A.I.A. –autorizzazione integrata ambientale- autorizzativo dell’impianto ) ?
  4. Le aree preposte allo stoccaggio sono impermeabilizzate e protette dagli agenti atmosferici?
  5. Le balle prodotte rispettano i limiti di tempo previsti per lo stoccaggio e soprattutto sono integre o deteriorate?
  6. L’avvio, delle balle prodotte, allo smaltimento avviene rispettando la tipologia dei rifiuti in esse contenuta oppure esse recano un unico codice CER ( sempre lo stesso) il cui utilizzo non sarebbe  supportato, in questo caso,  da analisi chimico-fisiche?
  7. E’ stato previsto per l’impianto un Piano di monitoraggio e di controllo? E’ stato mai installato uno SME (sistema di monitoraggio emissioni) e, in caso affermativo , è funzionante?

In data 18 luglio 2009 è stato firmato l’Accordo di Programma per gli interventi di compensazione ambientale nei Comuni della Campania sul cui territorio sono stati individuati impianti di trattamento dei rifiuti, o dove esistono impianti dismessi. Sono stati previsti stanziamenti per circa 526 milioni di euro a favore di 37 Comuni interessati dalle misure di risanamento ambientale. Tra questi Enti locali è compresa la città di S.Maria C.V. ? In caso affermativo il finanziamento ricevuto è stato utilizzato, come prescritto, per: rimozione degli abbandoni incontrollati di rifiuti;  messa in sicurezza e bonifica delle vecchie discariche (e7o stabilimenti ex CDR);- bonifica di siti inquinati; – potenziamento delle strutture relative al ciclo delle acque reflue; – riqualificazione ambientale?

Gradiremmo avere delle risposte ai quesiti posti soprattutto perché quando si pensò, a suo tempo, di dislocare l’impianto di CDR sul territorio di S.Maria C.V.-CE- all’insaputa dei residenti ( oserei dire di nascosto) , molte furono le promesse allora fatte dalla politica, rimaste, però, tutte disattese al punto che la Procura di S.Maria C.V. ha più volte sequestrato lo stabilimento ritenendolo non a norma. Basta dare uno sguardo al protocollo d’intesa appresso riportato per capire che nessuna delle misure programmate è stata mai adottata. Al punto 1 era prevista , a favore del Comune, una quota di ristoro. Allo stato non si è a conoscenza dell’avvenuto stanziamento ed utilizzo della stessa, giacchè i residenti sono costretti a pagare una TARSU tra le più esose rispetto a quella corrisposta in altri territori.

            Intanto impianti e discariche sono divenuti zone militarizzate per evitare che si possa indagare sulle attività svolte al loro interno.

AL CITTADINO NON FAR SAPERE QUANTO E’ BUONO L’URANIO CON LE PERE.

STRALCIO DEL PROTOCOLLO D’INTESA TRA SINDACO E COMMISSARIO DELEGATO PER L’ISTITUZIONE DELL’IMPIANTO DI CDR A S.MARIA C.V.

Il Vice CommissarioRaffaele Vanoli

Prot.. n. 2972/CD     Napoli 8- Febbr. 2001

      Al Comune di S.Maria C.V.

  PROTOCOLLO D’INTESA Le parti (Sindaco e Commissario Delegato )

CONVENGONO QUANTO SEGUE

1)     La quota di ristoro prevista per ogni kg di rifiuto conferito all’impianto di produzione del combustibile da rifiuti, ai sensi delle Ordinanze Ministeriali, è fissata in £.10,5 al kg;

2)      La Struttura Commissariale si impegna a finanziare, con le risorse assegnate con le varie Ordinanze Ministeriali, interventi di mitigazione ambientale, di bonifica dei siti inquinati ed opere di collegamento nell’ambito del territorio del Comune di Santa Maria Capua Vetere, ed in particolare i seguenti interventi:

a)      opere connesse al potenziamento della viabilità con particolare riferimento agli assi di penetrazione al costruendo impianto di produzione del CdR in maniera tale da evitare che il traffico veicolare influenzi il centro cittadino;

b)      opere di messa in sicurezza e di bonifica dei siti .interessati da inquinamento ivi compresi quelli interessati da sversamenti indiscriminati di rifiuti;

c)      opere connesse al risanamento igienico sanitario del territorio comunale;

3)     Per gli interventi di cui al punto 2a) la Struttura Commissariale, sulla base della progettazione allo stato definita dal Dipartimento Trasporti dell’Università di Napoli, realizzerà gli interventi, sentita l’Amministrazione Comunale;

4)      Per gli interventi di cui al punto 2b) la Struttura Commissariale, sulla base del progetto preliminare generale presentato con la nota prot.n. 12234 dell’I 1.04.2000, procederà con apposito provvedimento all’approvazione dello stesso e disporrà, a favore del Comune di S.Maria Capua Vetere, risorse finanziarie per la realizzazione degli interventi mediante la presentazione di singoli progetti esecutivi che saranno presentati dall’Amministrazione Comunale;

5)     Il Sindaco di Santa Maria Capua Vetere per gli interventi di cui al punto 2c) si impegna a trasmettere alla Struttura Commissariale i relativi progetti preliminari;

6)     Per quanto concerne la presenza dell’impianto di produzione CDR sul territorio, verranno definiti, sentita l’Amministrazione comunale, tutti quei presidi ambientali e monitoraggi opportuni che garantiscano un esercizio corretto dell’impianto nel rispetto delle vigenti normative. (Punto 8 del protocollo)

(A cura del dott. Gerardo D’Amore Associazione “AbiTanti attivi” S. Maria Capua Vetere)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”

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