Piedimonte Matese(Ce)- (di Pietro Rossi)  Interessante serata dedicata al cinema d’autore, quella proposta dalla Diocesi di Alife-Caiazzo in collaborazione con l’Amministrazione della città di Piedimonte Matese nell’ambito della Rassegna cinematografica “Cinematese” nello stupendo scenario di Piazza San Domenico. La Rassegna “Cinematese” ha presentato “Pane amaro”, il film documentario del giornalista e regista italoamericano Gianfranco Norelli che rievoca ed esamina alcuni fra gli eventi più drammatici e meno conosciuti nella storia di oltre cinque milioni di immigrati italiani negli Stati Uniti, arrivati fra il 1880 e la seconda guerra mondiale. La proiezione del film è stata anticipata da una breve presentazione del giornalista Gianfrancesco D’Andrea e dal regista del film Gianfranco Norelli ospite della serata insieme alla moglie Suma Kurien. Il regista Norelli è stato salutato dal S.E. Mons. Valentino Di Cerbo, dal Sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello (nella foto) che ha offerto una targa ricordo del comune e dall’Assessore alla Cultura nonché vice sindaco Costantino Leuci intervenuti alla serata. “Pane Amaro” racconta storie difficili di intolleranza sviluppatesi, non senza difficoltà, in integrazione prima e assimilazione poi. Norelli per “confezionare” il suo lavoro si è avvalso della preziosa collaborazione di Suma, sua moglie che da oltre 20 anni da docente universitaria si occupa di corsi di lingua inglese per immigrati a New York. Gli anni dei primi flussi migratori verso l’America furono anni difficili per i nostri connazionali. Anzichè il mito di un nuovo mondo fatto di ricchezza facile, trovarono persecuzioni, ghetti, linciacci. Il documentario affronta diverse problematiche di integrazione dalla religione alla lotta sindacale, passando per la ghettizzazione degli italiani ritenuti “stranieri indesiderati” durante il secondo conflitto mondiale. Alla domanda su quale episodio trattato ha stimolato di più i due autori Norelli dichiara: “La storia dei linciaggi”. Gianfranco Norelli, grazie anche alla sua doppia identità italiana e americana, ha saputo coniugare la relativamente nuova attenzione degli italiani per la propria emigrazione con oltre tre decenni di ricerca sulle immigrazione italiane negli Stati Uniti. (articolo a cura del giornalista matesino Pietro Rossi)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino & d”