articoli prof. Franco Ortolani ordinario geologia


messina figura 1Alluvione di Messina del 1° ottobre 2009. Le colate rapide di fango e detriti hanno devastato il territorio, le fiumare hanno retto.

Napoli- (a cura del prof Franco Ortolani geologo)Nel pomeriggio del 1° ottobre l’area a sud di Messina compresa tra Itala, Scaletta Zanclea, Giampilieri e Santo Stefano di Briga, ampia circa 50 km quadrati (circa 7X7Km) è stata interessata da intense precipitazioni piovose che in circa tre ore hanno inondato la superficie del suolo con oltre 200 millimetri di acqua, probabilmente da 300 a 350mm (figura 1). La mancanza di una adeguata rete di misurazione pluviometrica non consente di avere dati precisi; comunque l’evento è molto significativo ma non eccezionale. Nell’ottobre 2007 fu già registrato un evento simile che determinò seri impatti sulla superficie quali colate rapide di fango e detriti che invasero le aree abitate e le infrastrutture. Continua a leggere

Caserta- (Del prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II) I mass media hanno reso noto che il 4 agosto 2009 è stato sottoscritto a Napoli l’accordo operativo tra Comune di Caserta e Ministero dell’Ambiente concernente gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree di discarica, stoccaggio e trasferenza esistenti in località Lo Uttaro che prevede l’erogazione di 10 milioni di euro in quattro anni. Continua a leggere

La distruzione delle spiagge nell’attuale periodo di transizione climatica: foto 10aproposta di restauro geoambientale duraturo

a cura di  Valerio Buonomo, c/o Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II.

Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II.

Silvana Pagliuca, Ricercatrice CNR-ISAFOM, Ercolano, Napoli.

Premessa: Evoluzione delle spiagge. Evoluzione del clima e dell’ambiente nelle ultime migliaia di anni. Proposta di restauro geoambientale duraturo Continua a leggere

NisidaNisida(Na)- (del prof. Franco Ortolani) Nisida rappresenta una risorsa ambientale inimitabile. L’edificio vulcanico si è individuato circa 10.000 anni fa; è del tipo tuff-cone, ha forma quasi circolare e una circonferenza di 2 KM circa, un diametro di 0,5 KM. L’altezza massima è di 109 metri sul livello del mare e la superficie di circa 30 ettari. Continua a leggere

Acerra(Na)- (del prof. Franco Ortolani, ordinario geologia Università Federico II NA) Si dice che Pulcinella sia uno dei simboli di Napoli, arguto, spontaneo e generoso, ciarlatano quando cerca di ingannare le persone per smerciare prodotti “miracolosi”. E’ rimasta famosa l’espressione: “é un segreto di Pulcinella” riferita a qualcosa che tutti sanno. Che c’entra Pulcinella con l’inceneritore di Acerra? Alcuni mesi fa (il 26 marzo 2009) il Presidente Berlusconi avviando l’impianto disse che era così all’avanguardia da essere il modello degli altri impianti del futuro. Tiziana Cozzi su la Repubblica (Napoli, 10-07-2009) ci annuncia la “mezza verità” che l´inceneritore di Acerra va a rilento e funziona a singhiozzo, come rivelato da Giuliano Zuccoli, presidente della bresciana A2A che gestisce l’impianto: «È un impianto rimasto fermo per molto tempo. Continua a leggere

Napoli- (del prof. Franco Ortolani, ordinario geologia Università Federico II) Su “il Mattino” del 10 giugno 2009 il sottosegretario tranquillizza i cittadini sulla sicurezza antisismica del costruendo Ospedale del Mare esaltando le innovativimage002e tecniche costruttive. Precisa pure che l’ospedale non si trova nella zona rossa di massima pericolosità vulcanica come invece sostenuto da alcuni scienziati e che in caso di eruzione il pericolo sarebbe legato all’esposizione alle ceneri. I cittadini, di conseguenza, hanno l’impressione che l’area sia tra le più sicure d’Italia. Continua a leggere

Napoli- (a cura del prof. Franco Ortolani, OrdinariO Geologia Università federico II NA) I mass media odierni danno risalto al blitz compiuto, nell’ambito dell’ operazione ‘Green’, da Gdf e Dia, frutto dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Napoli durante la gestione commissariale condotta dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Desta sorpresa l’arresto di alcuni noti docenti universitari che hanno ricoperto ruoli di prestigio nei rispettivi atenei. Va precisato che queste persone sono sotto inchiesta per la loro attività professionale extrauniversitaria. Per caso sono anche docenti. Se hanno sbagliato lo hanno fatto come professionisti, cioè come uomini che si sono sentiti di attuare azioni finora ritenute criminose agendo in base ai propri “istinti” e al loro modo di essere “uomini”. Per caso tali uomini insegnano anche nell’Università. Con questo non si vuole annullare tutta la responsabilità morale delle istituzioni universitarie campane e dei vari docenti e ricercatori che continuano, con poche ma estremamente significative eccezioni, a occuparsi esclusivamente delle loro faccende come se le strutture nelle quali operano fossero sospese in una atmosfera incontaminata e non inserite in un territorio aggredito nelle sue risorse naturali e ambientali di importanza strategica per l’assetto socio-economico di oggi e di domani. Ripropongo un articolo (“Scandalo rifiuti in Campania: per uscirne occorre anche l’intervento autonomo delle Università”) scritto all’inizio del 2008, Continua a leggere

discarica-1Sant’Arcangelo Trimonte(Sa)-  (a cura del prof. Franco Ortolani, ordinario geologia Università Federico II Napoli) nuova frana nel cantiere: discarica chiusa per due giorni
Il CODISAM, comitato dei cittadini di Sant’arcangelo Trimonte, ha emesso un comunicato per denunciare un nuovo movimento franoso che ha coinvolto un traliccio dell’alta tensione che attraversa l’intera discarica. Il traliccio è situato in un’area adiacente alla discarica usata per accumulare sconsideratamente volumi enormi di terreni di risulta degli scavi delle vasche previste dal progetto. Continua a leggere

chiaiano-1Il Capo della Protezione Civile ha aperto la discarica. Ma è idonea o “fuori legge”?

Chiaiano (Na)- (a cura del prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia Università di Napoli Federico II ) Lo staff del sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania Bertolaso ha diramato una velina nella quale si rende noto che nella notte tra il 16 e 17 c.m. è stato effettuato il primo sversamento di rifiuti e che l’apertura della struttura è avvenuta dopo i lavori di bonifica che hanno interessato l’area dove erano stati trovati residui di lavorazioni edilizie contenenti frammenti di amianto; gli sversamenti sono continuati anche nella notte tra il 17 e 18 c.m.. La velina dice la verità? Sicuramente sono stati accumulati rifiuti coperti con terreno. La webcam evidenzia che tra i rifiuti vi sono materiali di grosse dimensioni, non identificabili, sicuramente non classificabili rifiuti solidi urbani. Chi controlla e certifica il tipo e pericolosità dei rifiuti? Alcuni autoreni carichi andavano a scaricare materiale fuori quadro. Perché? La velina non dice il vero circa la “bonifica”: avere asportato la parte superiore dei rifiuti con amianto non significa avere bonificato l’area dai materiali pericolosi. Vi sono migliaia di metri cubi di materiali sversati in passato nell’area interessata dalla realizzazione delle opere accessorie alla discarica: non sono stati caratterizzati e tra di essi vi potrebbero essere altri materiali pericolosi. Il terreno sul quale è stato appoggiato il materiale con amianto, costituito da alcune decine di metri di riempimento abusivo di una cava di tufo adiacente a quella del Poligono, non è stato disinquinato. Deve essere chiaro che la struttura chiaiano-2sottosegretariale non gode di alcuna fiducia e Le veline non certificano che i rifiuti pericolosi siano stati veramente asportati e portati in discarica autorizzata. Veniamo ai fatti certi, documentati e verificabili! Durante il sopralluogo eseguito il 6 febbraio scorso nell’area della discarica con gli europarlamentari Frassoni e Aita si è potuto constatare e documentare fotograficamente come sia stata realizzata la discarica nella Cava del Poligono. Continua a leggere

Chiaiano(Na)- (di Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II ) Resoconto del sopralluogo nella discarica del 6 febbraio 2009. Il giorno 6 febbraio è stato effettuato un sopralluogo nell’area interessata dalla realizzazione della discarica di Chiaiano grazie alla presenza di due europarlamentari. Stavamo ancora constatando ed evidenziando il dissesto che caratterizza la vasca e le varie e gravi inosservanze alle vigenti leggi non derogabili che rendono inutilizzabile la discarica (come tutti i giornalisti e i rappresentanti delle istituzioni pubbliche preposte alla tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e alla corretta utilizzazione del denaro pubblico possono e devono constatare, anche se non tecnici) che prontamente e spregiudicatamente l’ambiente del sottosegretario ha divulgato una velina ai mass media nella quale affermava che la discarica era pronta e che fra 9 giorni sarà aperta.  Gli elementi più significativi e preoccupanti relativi al dissesto nel quale si trova la vasca in approntamento, che dovrebbe contenere i rifiuti fra nove giorni, con spirito di collaborazione istituzionale sono stati illustrati ai tecnici che hanno guidato il sopralluogo con la speranza che ne sia tratto il necessario giovamento. Il ritrovamento di amianto nell’area interessata dai lavori per la realizzazione delle opere accessorie, ma propedeutiche al funzionamento della discarica, è da considerare un errore di progettazione in quanto nel progetto definitivo oggetto della Conferenza dei Servizi del 9 agosto non era previsto e quindi anche i costi per la rimozione bonifica non erano previsti. Continua a leggere

Chiaiano(Na)- ( a cura del prof. Franco Ortolani) Discarica di Chiaiano. Dice la Presidenza del Consiglio dei Ministri: l’amianto rinvenuto tre mesi fa è pericoloso e va rimosso con urgenza; stanziati 850.000 euro! Con l’ordinanza n. 8 del 21 gennaio 2009 della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono stati stanziati circa 850.000 euro per rimuovere l’amianto rinvenuto in ottobre 2008 durante i lavori di approntamento della discarica della Cava del Poligono di Chiaiano; la stessa ordinanza riconosce che la rimozione “costituisce una misura di estrema urgenza per la salvaguardia della salute pubblica” ed evidenzia che un ritardo “genererebbe gravi ripercussioni anche di ordine sociale”. Si ricorda che la Cava del Poligono è l’unica, o una delle poche, nella quale non è stato accumulato materiale dopo la fine dell’estrazione del tufo. A 20 metri di distanza vi sono altre cave che invece sono state in parte illegalmente colmate con alcune centinaia di migliaia di metri cubi di materiali di natura sconosciuta fino al 2006 come è stato possibile ricostruire mediante lo studio di foto aeree e da satellite. I tecnici dei comuni di Marano e Mugnano avevano sollecitato il Commissariato di Governo, tra giugno e luglio 2008, affinchè si eseguisse un’indagine non solo nella cava ma anche nelle zone contigue che sarebbero state interessate dai lavori, dal momento che era evidente che vi erano stati sversamenti illegali. La proposta fu rigettata asserendo che si sarebbe perso tempo inutilmente. I tecnici del Comune di Marano sono stati autorizzati ad effettuare un solo sopralluogo nella zona della cava, il 13 ottobre 2008, prima del ritrovamento dei rifiuti contenenti amianto. Dopo non è più stato consentito l’accesso nemmeno a parlamentari italiani ed europei. Continua a leggere

Chiaiano(Na)- (del prof. Franco Ortolani Ordinario Geologia Università Federico II) Tra giugno e luglio 2008 gli esperti dei Comuni di Marano e Mugnano e dei Comitati dei cittadini avevano evidenziato il dissesto idrogeologico della Cava del Poligono di Chiaiano individuando tra i problemi il rischio di allagamento della cava, il crollo di grandi volumi di tufo fratturato e colate di fango dalle pareti della cava. Le stesse problematiche idrogeologiche erano già state riscontrate dall’Autorità di Bacino Campania Nordoccidentale che nella conferenza dei servizi del 9 agosto 2008 non aveva rilasciato alcun parere circa il progetto di discarica in quanto carente. I lavori di approntamento della discarica sono iniziati senza una adeguata messa in sicurezza dei versanti dal momento che il progetto elaborato è sbagliato in relazione al pericolo di frana. Non è stata realizzata nemmeno la messa in sicurezza idraulica della Cupa del Cane, intervento dichiarato propedeutico dallo stesso progetto commissariale. Appena realizzata l’impermeabilizzazione artificiale del piazzale della cava del poligono, in seguito alle piogge, si è verificato l’allagamento dell’area da adibire a discarica come ripreso dalle web cams. Nella prima metà di dicembre 2008 e il 20 gennaio 2009 si sono verificate due colate di fango proprio come e dove previsto dagli esperti dei comuni e dei comitati, nell’area interessata dai lavori. Per miracolo nessuno si è fatto male! La web cam ha messo in evidenza che in coincidenza delle piogge il piazzale di cava si allaga e che dopo alcuni giorni il livello dell’acqua si abbassa. L’ultimo allagamento è avvenuto con le piogge del giorno 21 gennaio 2009. Continua a leggere

Inutili sono risultate le sottolineature che le caratteristiche geoambientali e geotecniche dell’area di Ferrandelle non erano idonee per la realizzazione di una discarica definitiva o di stoccaggio provvisorio per la presenza nel sottosuolo di sedimenti recenti soggetti a costipazioni differenziate che avrebbero provocato irreparabili rotture nel materiale impermeabile sistemato alla base delle sostanze inquinanti.

Santa Maria la Fossa(Ce) (a cura  del prof. Franco Ortolani, Ordinario Geologia Università Federico II)Dopo la strana crisi (“voluta?”), certamente non contrastata, dello scorso anno a cavallo tra il 2007 e 2008, le strade della Campania da alcuni mesi sono abbastanza sgombre dai rifiuti grazie alle discariche di Savignano Irpino,  Sant’Arcangelo Trimonte e Ferrandelle, realizzate nei primi mesi del 2008. Le prime due erano previste dal DL dell’11 maggio 2007 e se fossero state realizzate dal Commissario di Governo subito dopo la trasformazione in legge avvenuta il 5 luglio 2007, non vi sarebbe stata la più grave crisi ambientale e socio economica che ha interessato la Campania nelle ultime decine di anni. Il Sottosegretario Bertolaso e il Presidente del Consiglio Berlusconi si vantano di avere risolto l’emergenza ambientale grazie alle discariche previste,

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Intervento del prof. Franco Ortolani, Ordinario geologia Università Federico II

Napoli- ( di Franco Ortolani) Gli esperti di economia sono molto gettonati e ora sono tutti d’accordo: l’attuale crisi finanziaria mondiale è gravissima ed ha pochi precedenti analoghi. Il cittadino è sempre più spaesato e si domanda: in quali mani siamo? Come mai siamo arrivati indifesi e sprovveduti di fronte a questa crisi? Gli esperti che, a crisi scoppiata, si prodigano a dare consigli ai vari rappresentanti dei partiti e che finora hanno imposto il “governo dell’economia” nazionale e internazionale dei vari governi succedutisi negli ultimi anni, non avevano previsto che stavamo per precipitare. Continua a leggere

Riceviamo dal prof. Franco Ortolani  (nella foto 1 a sx) Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II 17 novembre 2008

Napoli-  Su “Il Mattino” del 16 novembre 2008 il Dott. Raffaele Cantone, (foto 2 a dx) validissimo ed arguto magistrato di Napoli, ha pubblicato una nota chiarissima su come uno Stato al servizio di tutti i cittadini deve agire per eliminare la malavita organizzata che in Campania ha causato anche un grave e pericolosissimo inquinamento ambientale garantendo un lucroso smaltimento, troppo spesso impunito e tuttora in attività, di rifiuti pericolosi e tossici. Credo sia opportuno riproporre l’articolo, che allego alla presente nota, non tanto perché il suo contenuto rappresenti una novità per chi vive in Campania come cittadino “indipendente, curioso e non fesso” ma perché è evidente che la nota è stata pubblicata affinché i lettori la leggessero ma soprattuto affinché chi deve capire “capisca”. Continua a leggere

Napoli- ( a cura del prof. Franco Ortolani, ordinario di Geologia dell’Università Federico II) Alte cariche del Commissariato per l’Emergenza Rifiuti in Campania, approfittando di importanti cerimonie religiose, continuano a fare affermazioni che lasciano alquanto perplessi. Ci riferiamo alle frasi di Bertolaso alla “Giornata del Creato” (organizzata dalla CEI a Napoli il 13 settembre c.a.); il Sottosegretario riferendosi all’articolo apparso su l’Espresso dell’11 settembre 2008 circa l’inquinamento del territorio campano che sarebbe avvenuto grazie alla collusione tra malavita e vari personaggi (funzionari, politici, imprenditori e anche cittadini che hanno garantito la copertura agli illeciti affari) ha freddamente sentenziato: «Dov´erano tutti quando avvenivano gli scempi ai danni dell´ambiente? E quando file di camion sversavano indisturbati nelle discariche abusive?» “in Campania si è sversato materiale pericoloso in discariche abusive e si sono utilizzati fino a 150-200 camion con code lunghe fino a un chilometro e mezzo. Possibile che nessuno se ne sia accorto? Forse erano tutti distratti? In una di queste discariche abusive sono stati addirittura smaltiti i resti della nave Moby Prince”. Il Generale Giannini, braccio destro del Sottosegretario, due mesi dopo, a margine della cerimonia per i defunti presieduta dal cardinale Sepe il 2 novembre scorso, ha pronunciato le frasi riportate sul quotidiano “La Repubblica” del 3 marzo scorso con le quali ci ha informato di avere scoperto nei pressi della cava del Poligono di Chiaiano “ben 10 mila tonnellate di amianto e vari rifiuti pericolosi. Continua a leggere

Intervento del Prof Franco Ortolani Ordinario di Geologia Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II, su “Inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici”

Napoli- (del prof. Franco Ortolani) Le ricerche innovative condotte presso l’Università Federico II di Napoli studiando gli archivi naturali integrati presenti nell’Area Mediterranea hanno consentito di ricostruire la storia del clima e dell’ambiente delle ultime migliaia di anni; cambiamenti climatici anche più intensi dell’attuale si sono verificati con ciclicità millenaria, naturalmente e senza l’inquinamento atmosferico antropogenico. La durata dei periodi caldi degli ultimi millenni è stata di circa 150-200 anni. Questi ultimi sono correlabili con un sensibile incremento di attività solare su scala multisecolare. L’attuale periodo di cambiamento climatico si sta instaurando secondo la naturale ciclicità millenaria e si sta sovrapponendo ad un crescente inquinamento antropogenico dell’atmosfera; esso si svilupperà naturalmente, in relazione all’attività solare, come accaduto 1000 anni fa. L’ambiente sarà interessato da modificazioni rapide, diversificate in relazione alle attuali condizioni climatiche connesse alla latitudine. Il cambiamento climatico per l’uomo moderno tecnologico è anche una novità; va ricordato che gli ultimi millenni si sono verificati cambiamenti simili a quello attuale anche con una concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera inferiore a quella delle ultime decine di anni, come accaduto 1000 e 2000 anni fa. I cambiamenti del clima e dell’ambiente, in natura, si sono sempre verificati in assenza di inquinamento ambientale antropogenico; gli archivi naturali evidenziano che in periodi preistorici le concentrazioni di gas tipo CO2, metano ecc. hanno avuto sensibili variazioni naturali, aumentando nei periodi con clima anche più caldo dell’attuale. La storia del clima e dell’ambiente ricostruita con le ricerche scientifiche innovative, senza le sponsorizzazioni di coloro che si preparano ad azioni neocolonialiste speculando sul clima, Continua a leggere

Intervento del’ambientalista  prof. Franco Ortolani Ordinario di Geologia Università di Napoli Federico II sui “Rifiuti e le nuove mutazioni genetiche in Campania

Napoli- ( di Franco Ortolani) L’emergenza rifiuti in Campania, come altre emergenze diventate ordinarie (ad esempio l’emergenza idrogeologica che tiene in vita ben due Commissariati Straordinari da 9-10 anni senza nemmeno avere messo in sicurezza nemmeno uno dei paesi colpiti dalle frane del sarnese) sta iniziando a determinare una mutazione genetica. Da circa 14 anni sono spuntati sempre più numerosi gli individui locali e importati che prosperano sulle emergenze ambientali provocate da eventi naturali o provocate ad arte dall’uomo. Hanno un comportamento strano; forse traendo ispirazione da Paperon de Paperoni, che si tuffa nelle monete, costoro amano immergersi nel fango o nei rifiuti e non disdegnano, ogni tanto, qualche sniffata di fumo termovalorizzante. Forse per capire meglio come usare il denaro pubblico senza risolvere i problemi, fare ingrassare i sempre più numerosi rampolli delle caste e le lobbies parassitarie; forse per affossare le risorse ambientali strategiche per l’assetto socio-economico della Campania e mettere le basi per una assuefazione e sfoltimento degli abitanti. Contrariamente a quanto affermato recentemente da quello scienziato che ritiene che ormai la razza umana non evolverà più, sembra che la monnezza campana stia favorendo una nuova mutazione genetica: si delineano gli “Uomini Struzziuti.” (fusione di struzzo e rifiuti). Gli struzzi, si dice, mettono la testa sotto la sabbia; gli “uomini struzziuti” invece la mettono sotto i rifiuti per non vedere i danni che provocano ai cittadini e all’economia regionale. Tale atteggiamento impone di diffondere notizie addomesticate da parte dei mass media sinora dimostratisi fin troppo servili e velinari. Continua a leggere

Napoli- (dal prof. Franco Ortolani, ordinario geologia Università Federico II) Le elezioni di maggio 2008 hanno decretato l’espulsione dal Parlamento Italiano dei partiti della sinistra storica italiana. Oltre al risultato del voto popolare, che c’è dietro? Sembrerà strano, ma ragionando scientificamente sui dati, si delinea uno scenario al centro del quale si trova il giro di affari connesso ai rifiuti della Campania, o meglio ai consistenti guadagni (provenienti dalle nostre tasche grazie al CIP6) garantiti dall’incenerimento del maggior volume possibile di immondizia. La storia del CIP6 è costellata da interventi “miracolosi” che ripetutamente hanno snaturato le originarie intenzioni di finanziare solo la produzione di energia alternativa non inquinante. Il CIP6 è stato introdotto nel 1992 con la delibera n. 6 del Comitato Interministeriale Prezzi (CIP) e consiste in una maggiorazione del 6% del prezzo dell’elettricità pagato dai consumatori finali che dal 1992 hanno sborsato mediamente circa 60 euro l’anno in piu’. Nel momento in cui si stampava la norma, è avvenuto il primo “miracolo” grazie ad una mano che accanto all’espressione “energie rinnovabili” aggiunse “o assimilate“. Il secondo miracolo Continua a leggere

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